😦 Tutti si prendevano gioco di Leo a causa della sua gamba protesica: un giorno, mentre gli studenti lo avevano circondato e lo stavano deridendo, una nuova ragazza della scuola si avvicinò e ciò che fece fu davvero inaspettato.
Dopo un incidente, Leo aveva perso una gamba e portava una protesi, ma la cosa peggiore non era quella: i suoi compagni lo avevano trasformato in un bersaglio continuo di prese in giro. Lo chiamavano “robot” e lo bullizzavano ogni giorno.
Un giorno, nel cortile della scuola, dove gli insegnanti non potevano vederli, gli studenti circondarono Leo. Uno di loro si avvicinò, diede un colpo alla sua protesi e disse con tono derisorio: “Allora, com’è non sentire la tua gamba?”
Anche se Leo non sentiva dolore in quella parte, perse l’equilibrio a causa del colpo e cadde. Cominciò a piangere, ma gli studenti continuarono a deriderlo senza fermarsi.
Una ragazza nera, nuova nella scuola, osservava la scena in silenzio come gli altri. Poi si avvicinò a Leo. Si sarebbe potuto pensare che lo avrebbe umiliato per essere accettata dal gruppo, ma ciò che fece fu davvero inaspettato.
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La nuova studentessa si fece avanti tra i ragazzi e si mise davanti a Leo.
Li guardò con calma ma con determinazione.
“Lasciatelo in pace”, disse con fermezza.
Le prese in giro si fermarono per un momento.
Aiutò Leo a rialzarsi e aggiunse: “Quello che state facendo è bullismo.”
Gli studenti si scambiarono sguardi sorpresi.
Poi continuò: “Mio padre è un poliziotto, e se qualcuno lo umilia o lo tocca di nuovo, racconterò tutto.”
Leo finalmente si sentì sostenuto e al sicuro.
I ragazzi si fecero indietro e, da quel giorno, le prese in giro cessarono per sempre.

